Durante il caldo pomeriggio del 12 maggio 2006 incontro Rui per la prima volta a Lisboa.
Due mesi dopo questo fatidico incontro lascio definitivamente il mio paese, l’Italia, per iniziare una nuova vita in Portogallo, un paese per me in quel momento totalmente sconosciuto.
Durante l’estate 2006 ho modo di conoscere meglio Rui e suo fratello gemello Luis di cui mi innamoro. Noi tre insieme formiamo davvero una bella squadra. C´é una grande intesa e rispetto.

Con Rui nasce da subito il desiderio di iniziare un progetto artistico insieme, con Luis il desiderio di avere un figlio.
É la prima volta nella mia vita che entro in contatto con due gemelli. Mi sento molto felice ed onorata. È un’esperienza magica. Mi commuove il fatto di pensare che sono due esseri apparentemente simili che sono da sempre insieme ed hanno sempre condiviso tutto, nel bene e nel male, sin da quando erano nel grembo materno.
Vivendo in Portogallo ho modo si conoscere meglio il loro passato, le persone e i luoghi importanti per loro tra cui Nodar, un piccolo villaggio tra le montagne a nord del Portogallo abitato da poco piú di trenta persone. Un villaggio che, prima di allora, credevo esistesse solo nella mia fantasia.
Io, Rui e Luis abbiamo davvero molte cose in comune, non solo le esperienze passate, ma anche certi aspetti caratteriali e comportamentali.
Un giorno eravamo a casa di Rui. Rui consegna a Luis una scatola con tutti i suoi ricordi adolescenziali.
Nello stesso giorno Luis chiede a suo padre il beauty case dove la loro mamma aveva organizzato tutte le loro fotografie prima di morire.
Quel giorno fu una esperienza molto intensa per me.
Prima di addormentarmi penso a quante scatole collezioniamo durante la nostra vita. Ricordo le scatole che ho inviato a Rui quando mi sono trasferita a Lisboa. In quelle scatole c’ era la mia casa. In quelle scatole c´era la mia vita. In quelle scatole c’ ero io!
A questo punto inizio a pensare al concetto di scatola.
Siamo tutti delle scatole che si aprono e si chiudono. Non sempre il rapporto interno-esterno é armonioso. Ció dipende dalle esperienze vissute, dal momento in cui ci troviamo, dalle persone, dal nostro stato di salute, ecc.
Nasciamo in una scatola (l’utero materno) per poi passare di scatola in scatola (la casa, la scuola, l’universitá, il lavoro, la famiglia, ecc ecc).
Non tutti poi hanno la voglia di uscire dalla propria scatola. Viceversa, ci sono poi quelli che cambiano di scatola in scatola perché hanno voglia di cambiare e di fare nuove esperienze.
Quando ho scritto il primo testo sulla scatola avevo in mente tutto questo… volevo cominciare con Rui un progetto artistico che raccontasse quello che siamo senza troppa presunzione.